Alessandro Consales, che aveva chiesto a Giovanni Izzo la convocazione di un Consiglio ad hoc per dibattere sulle dichiarazioni di qualche mese fa dell’assessore Medici nei riguardi della Chiesa beneventana, ha deciso clamorosamente di ritirare la richiesta, sinora risultata vana. Ecco il testo della missiva inviata ad Izzo:
Sig. Presidente,
sono trascorsi ormai quattro mesi da quando Le ho fatto pervenire una richiesta, sottoscritta successivamente anche da altri consiglieri della minoranza, perché si convocasse un apposito Consiglio comunale per dibattere sulle dichiarazioni dell’Assessore Medici nei riguardi della Chiesa beneventana e sulle interferenze che la stessa avrebbe nelle espressioni della società civile e delle sue istituzioni.
E che le dichiarazioni del citato assessore, non fossero il frutto di un “ lapsus” ma di un profondo convincimento ideologico, ci fu confermato dalle successive dichiarazione del segretario provinciale del suo partito.
Mi sembrava giusto, pertanto, che tutto ciò approdasse in Consiglio comunale, luogo idoneo a discutere le questioni che interessano la città e che i nostri concittadini, che sono profondamente cattolici, conoscessero il pensiero dell’amministrazione e della maggioranza che la sostiene, rispetto a questa vicenda.
Ma ahimè! non basta appellarsi a giusti principi né, purtroppo, basta avere un regolamento che tuteli i consiglieri comunali, né basta avere un Presidente del Consiglio Comunale che, fra i suoi compiti, ha anche quello di tutelare i diritti e le prerogative dei Consiglieri comunali, perché si rispettino i principi fondamentali della democrazia.
E’ evidente che la maggioranza non vuole discutere questo argomento, perché vuole che tutto ciò sia dimenticato . Vuole che si resti nell’ ambiguità e che non vengano fuori, specialmente ora che ci stiamo avvicinando alle elezioni per il rinnovo del Consiglio provinciale, quelle notevoli differenze ideologiche esistenti fra le forze politiche della coalizione di centrosinistra, che furono occultate al momento della consultazione elettorale e che stanno emergendo in maniera evidente e non soltanto su questioni importanti, Ciò che sta avvenendo a livello nazionale è emblematico e non devo certamente portarlo io all’attenzione dei nostri concittadini.
Ed è avvilente, però, per un consigliere comunale che crede fortemente nelle istituzioni, nei ruoli istituzionali e negli uomini delle istituzioni, dover prendere atto che tutto ciò avvenga e che il proprio Presidente del Consiglio Comunale, che rappresenta tutti e che dovrebbe tutelare i diritti e le prerogative di tutto il Consiglio comunale, non riesca a guidare questi processi assumendo, giusto perché non Le addebito il “dolo”, un atteggiamento omissivo da “Ponzio Pilato”.
Per tale motivo, in segno di protesta rispetto a tali comportamenti, che non hanno nulla di democratico, ritiro la mia richiesta di convocazione del Consiglio Comunale nella speranza che questo mio gesto di protesta possa determinare, nel prossimo futuro, una svolta significativa nella “gestione” delle istanze della minoranza che, già altre volte, purtroppo, ha dovuto rimarcare con disappunto questi ritardi che, non sta a me ricordarlo, costituiscono mancato rispetto di quelle norme regolamentari del Consiglio Comunale che vanno a tutela dei diritti e delle prerogative dei consiglieri comunali e che sanciscono i principi fondamentali su cui fonda la nostra democrazia.
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